Paralisi della palpebra e lagoftalmo (impossibilità di chiudere l’occhio)

E’ la condizione opposta alla Ptosi. Il Muscolo Orbicolare circonda il bordo e si estende sotto la cute di tutta la superficie della palpebra. Deve essere considerato a tutti gli effetti come uno sfintere che, contraendosi, determina la chiusura palpebrale. Quando è colpito da paralisi completa o incompleta si ha una condizione di mancata chiusura dell’occhio con esposizione della superficie corneale e congiuntivale con sofferenza e infezioni, che possono portare anche alla perdita della funzione visiva.

lagoftalmo

La causa più frequente è la paralisi del VII nervo cranico (Faciale) dovuta ad esposizione al freddo, a conseguenze di interventi ORL o spesso a processi patologici sconosciuti.

Terapia:

  1. Monitoraggio per almeno 6 mesi, poiché una buona parte di casi migliora spontaneamente. E’ importante valutare la presenza del “fenomeno di Bell”, ossia la rotazione del bulbo verso l’alto quando il paziente cerca di chiudere l’occhio. Se questa condizione non è presente, il quadro clinico è aggravato e occorre proteggere l’occhio esposto con bendaggi, lenti a contatto, colliri in gel e protezione notturna con appositi occlusori.
  2. In assenza di infezione, infiammazioni o sofferenza corneale visibile al test della fluoresceina sono sufficienti i colliri in gel di cui sopra.
  3. Se dopo un congruo periodo di tempo (in genere 6 mesi) non si ottiene alcun miglioramento si procede ad intervento chirurgico. L’obiettivo è quello di ottenere una chiusura parziale della palpebra almeno durante il giorno con il paziente in posizione eretta, lasciando libero l’asse visivo. Vi sono diverse procedure chirurgiche. Oggi la più usata è l’applicazione di un peso d’oro di 1-2 gr a seconda dei casi in modo da controbilanciare la tendenza della palpebra ad aprirsi. Poiché la paralisi spesso coinvolge anche la palpebra inferiore, anche questa viene sollevata e sospesa all’angolo esterno dell’orbita. In alcuni casi particolarmente gravi o in pazienti molto anziani si può ancora ricorrere alla vecchia tecnica della Tarsorrafia parziale che consiste nella chiusura (reversibile) del bordo nella sua porzione esterna mediante punti per un’estensione variabile da metà ad un terzo della fessura palpebrale.

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