Le Principali Patologie Infiammatorie delle Palpebre

  • Blefarite Cronica

    E’ una condizione cronica di infiammazione legata a fattori locali (infezione o irritazione del bordo palpebrale), generali (diabete ed altre patologie metaboliche) e talora ad una scarsa igiene oculare (contatto delle palpebre cronico con le dita, tipico delle persone anziane). I sintomi sono prurito, secrezione mattutina e fotofobia.

    La terapia della Blefarite Cronica consiste nella pulizia del margine lacrimale associata ad antibiotici locali e generali. Sono anche utilizzabili spray antinfiammatori non cortisonici da applicare una volta al giorno. Molto utili sono gli impacchi giornalieri di acqua calda mediante tamponi di garza. Gli impacchi devono essere effettuati per 7-10 giorni consecutivi, per almeno 10 minuti al giorno; successivamente saranno sufficienti impacchi una volta alla settimana.

    blefarite-cronica
    Recentemente è stato introdotto il brushing del margine palpebrale che sta dimostrando efficacia a lungo termine. Consiste in un trattamento con un apparecchio speciale che effettua la pulizia del margine palpebrale per via meccanica.
    blefarite-before-after
    La blefarite è da considerarsi una patologia cronica difficilmente eliminabile se non si trattano le cause generali, se presenti. L’obiettivo della terapia è quello di arrivare ad un trattamento in grado di alleviare i sintomi con una dose minima efficace.
    Terapia medica: la Blefarite cronica non è infettiva. Può comunque causare cicatrici corneali e conseguente calo della vista.

  • Calazio

    E’ un’infiammazione cronica di una ghiandola di Meibomio (ghiandoline tubulari presenti nello spessore della palpebra sia superiore che inferiore e deputate alla produzione della componente grassa delle lacrime). Quando la produzione della componente grassa (sebo) è eccessiva oppure non riesce a fuoriuscire dalla ghiandola per varie ragioni (ad es. blefarite, problemi digestivi o epatici, malattie intestinali croniche), la ghiandolina non riesce ad espellere il materiale grassoso prodotto che, ritenuto all’interno, determina rigonfiamento ed infiammazione. Il termine calazio in greco significa “granello di grandine”.La tumefazione conseguente può essere anche voluminosa, causare dolore e calo della vista per compressione del bulbo.calazio

    Talvolta si verifica una superinfezione batterica che può risolversi spontaneamente se si verifica un’apertura spontanea (fistola) con l’espulsione del materiale infiammatorio.

    Generalmente, nel 60% dei casi, si risolve con una terapia locale composta da impacchi caldi serali ed una associazione cortico-steroidea anche per alcune settimane. Più utile la prescrizione di una terapia antibiotica per via generale. Poichè si tratta di una manifestazione conseguente ad una forma di auto-tossicosi è opportuno suggerire al paziente di idratarsi, bevendo almeno un litro di acqua al giorno lontano dai pasti.

    Nelle forme che non rispondono alla terapia è necessario l’intervento mediante incisione, la rimozione del contenuto infiammatorio e l’asportazione delle piccole pareti della ghiandola.

    La rimozione chirurgica del calazio non esclude la possibilità di una recidiva, in quanto, come già detto, le cause sono essenzialmente di natura generale.

  • Orzaiolo

    E’ un’infezione acuta di origine batterica, soprattutto stafilococcica, che colpisce le ghiandole alla radice delle ciglia (Gh di Zeiss). Si tratta quindi, a differenza del calazio che è di natura asettica, di un vero e proprio foruncolo della radice del pelo delle ciglia, dovuto a germi. E’ molto dolente ed in età infantile può associarsi a febbre.orzaiolo

    La terapia è medica a base di antibiotici locali e generali e impacchi caldo umidi. Di solito si risolve nel giro di una settimana.

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